Storie quotidiane, o imprese impossibili. Tutto si può racchiudere nella scrittura...
Ricordi e oltre

Amici, brindiamo!
Faticoso è stato faticoso...non c'è dubbio! Però ne è valsa la pena. E poi adesso non stiamo a domandarci troppe cose, se lo rifaremo se non lo rifaremo. Il tempo saprà dare una risposta. Noi impegnamoci ad essere veri, sinceri e onesti. Sempre, soprattutto con noi stessi. Vogliamoci bene e guardiamoci negli occhi. Adesso possiamo farlo. Grazie per le belle emozioni, grazie per le risate che mi avete fatto fare. Grazie per le corse, gli sgambetti e le piroette. E' tempo di ringraziamenti, alcuni fatti per provocazione, spero, altri per dovere e affetto, altri ancora non li ho capiti...ma ci arriverò...e allora saranno guai...ihihihihih! Sto già tramando...nel senso della stoffa!
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Last updated: 9 Luglio, 2007 - 01:08

Un anno di ricordi
Ho cercato di essere brava e paziente. Qualche volta. Ho cercato di essere spontanea e vera. Quasi sempre . Ho cercato di non farmi venire il broncio quando il cielo era grigio e gli altri non sorridevano. Spesso. Ho cercato di rimediare agli errori fatti. Abbastanza. Ho sudato e sono stata soddisfatta dei miei sforzi. Parecchio. Questo è stato il mio anno, ho cercato di viverlo tra schifezze e desideri, come dice Baricco....e il vostro come lo avete vissuto?
- Mettiamola così. Uno si alza al mattino, fa quel che deve fare e poi la sera va a dormire. E li i casi sono due: o è in pace con se stesso, e dorme, o non è in pace con se stesso e allora non dorme. Capisci?
- Si.
- Dunque bisogna arrivare alla sera in pace con se stessi. Questo è il problema. E per risolverlo c'è una strada molto semplice: restare puliti.
- Puliti?
- Puliti dentro, che vuol dire non aver fatto niente di cui doversi vergognare. E fin qui non c'è niente di complicato.
- No.
- Il complicato arriva quando uno si accorge che ha un desiderio di cui si vergogna: ha una voglia pazzesca di qualcosa che non si può fare, o è orrendo, o fa del male a qualcuno. Okay?
- Okay.
- E allora si chiede: devo starlo a sentire questo desiderio o devo togliermelo dalla testa?
- Già.
- Già. Uno ci pensa e alla fine decide. Per cento volte se lo toglie dalla testa, poi arriva il giorno che se lo tiene e decide di farla quella cosa di cui ha tanta voglia: e la fa: ed eccola li la schifezza.
- Però non dovrebbe farla, vero, la schifezza?
- No. Ma sta' attento: dato che non siamo calzini ma persone, non siamo qui con il fine principale di essere puliti. I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desiderio. Si fa la schifezza e poi si paga. E' solo questo davvero importante: che quando arriva il momento di pagare uno non pensi a scappare e stia lì, dignitosamente, a pagare. Solo questo è importante.
Pehnt stette un po' a pensare.
- Ma quante volte lo si può fare?
- Cosa?
- Fare schifezze.
- Non troppe, se si vuole riuscire a dormire ogni tanto.
- Dieci?
- Magari un po' meno. Se sono vere schifezze, un po' meno.
- Cinque?
- Diciamo due. poi se ne scappa qualcun'altra.
- Due?
- Due.
(Da Castelli di Rabbia di A. Baricco)There are 6 images in this gallery
Last updated: 8 Luglio, 2007 - 12:53
Madrid, 11 marzo
Dieci esplosioni: 192 morti e 1427 feriti in tre stazioni.
Strage a Madrid, bombe sui treni dei pendolari
Un massacro nella capitale spagnola. Il Governo: «Attentato dell'Eta». Ma i baschi replicano: «E' un attentato islamico»MADRID - Una stazione a Madrid e due negli immediati dintorni sono state investite giovedì alle 7,39 da dieci violente esplosioni che hanno causato una strage. Il ministero dell'Interno spagnolo fornisce le cifre: 192 morti e 1427 feriti.
Così cominciava l'articolo del "Corriere della Sera" sugli attentati di Madrid dell'11 marzo 2004.
La ricordo bene quella mattina. Dovevo andare in una scuola materna per fare un laboratorio di teatro. Mi sono alzata e c'era la televisione accesa in cucina e mia madre che ascoltava attentamente le notizie di quella strage. Mi sono subito preoccupata perché una mia carissima amica abitava all'epoca a Madrid... Per fortuna lei era a casa quando sono scoppiate le bombe sui treni.
Io e Alessio siamo andati a Madrid a trovarla, esattamente due settimane dopo l'attentato. Era un viaggio programmato da tempo e questo è ciò che ci portiamo dietro con dolore e voglia di verità.
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Last updated: 10 Febbraio, 2008 - 16:38





