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Ogni inizio è una fine

ritratto di Alessio

Vagabondando nella rete, scopro che esistono parole di cui avrei ignorato per sempre l'esistenza. Una di questa è "fincipit".

Cos'è? Semplice: prendete l'incipit di un racconto, un romanzo, una poesia (un pezzo di giornale? Perché no!) e terminatelo in modo che la trama non avrebbe modo di svilupparsi,  scardinando la logica stessa dell'inizio di ogni storia.

 

Un po' di esempi trovati sul link in questione (e suoi relativi commenti):

- Dopo una notte di sogni inquieti, Gregor Samsa si ritrovò uguale al giorno prima, ed andò a lavorare.

- In vacanza presso un hotel del Wisconsin, la sig.ra Fletcher scopre un cadavere. Pochi minuti dopo si scopre che era solo svenuto.

- Un poeta di trenta e qualche anno si ritrova in un bosco scuro ché ha perso la strada di casa. Poi la ritrova (c’era un cartello).

E così via: buona lettura! 

divisorio

commenti

ritratto di Valeria

Caspita! The Eyes ha battuto

Caspita! The Eyes ha battuto sul tempo nientepopòdimenoche... Repubblica!
ritratto di Alessio

Divertente o meno, anche

Divertente o meno, anche Repubblica se ne è accorta e, alleluja!, ha citato l'autore e ne ha correttamente linkato il blog!
ritratto di Valeria

Secondo me, può essere

Secondo me, può essere divertente se il "fincipit" riprende le stesse identiche parole con cui inizia l'opera, altrimenti é solo una presa in giro del testo e anche abbastanza banale... a quel punto sì che l'idea sarebbe originale.

 

ritratto di webfruits

Il fincipit sta spopolando

Il fincipit sta spopolando in rete. So di dire una cosa impopolare, ma a me non piace, non mi diverte. Possibile? Bocca chiusa