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Mai più silente

ritratto di Alessio
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UnioneQueste elezioni hanno insegnato tante cose, a chi ha voluto ascoltare. A me hanno insegnato (o ricordato, forse) che le idee vanno condivise con le persone che si conoscono. Non si possono mai dare per scontate, perché poi arriva un risultato elettorale che brucia, nonostante la vittoria, che ti fa scontrare con la dura realtà di un paese che non ha ancora capito, compreso, condiviso, un punto di vista progressista. Per questo dico addio al mio silenzio politico.
Sono rimasto per troppo tempo attaccato alla presunta oggettività del giornalismo, appresa durante la mia gavetta di aspirante giornalista. Da quando aspirante non lo sono più, e da quando ho scelto di non diventare nemmeno giornalista, avrei dovuto smetterla di far finta di non avere idee, di manifestarle solo di tanto in tanto sul proprio sito e poi passarle sotto silenzio per gran parte della propria vita privata, quasi fosse un male da nascondere. E invece è proprio così che ho fatto. Delegando ad altri il gravoso compito di convincere.
Come la maggioranza silenziosa che vota Forza Italia e poi si vergogna di dirlo nei sondaggi, quasi allo stesso modo mi sono comportato io durante questi cinque anni nei confronti delle mie idee. Quasi vergognandomi di essere di sinistra, di avere idee progressiste, di avere a cuore i diritti di tutti, a cominciare dai più deboli. Quasi mi vergogno di dire che ascoltando le canzoni partigiane, quasi sempre il mio cuore si commuove. E se non piango è solo per il duro allenamento che ho riservato ai miei occhi, ora poco restii, purtroppo, a cedere alle lacrime.

Ma a cosa ha portato il comportamento mio e di tanti altri che, come me, votando Unione non l'hanno mai attivamente sostenuta? Ha portato a una vittoria rosicata, striminzita.
Quello che a noi manca, sono le televisioni, tutte di Berlusconi. Ma a Berlusconi manca una cosa che noi abbiamo scarsamente valorizzato, e che in futuro invece dovremmo considerare per ottenere una vera maggioranza nel paese: la politica dal basso, quella porta a porta.

Oggi Michele Serra sulla sua rubrica che tiene su La Repubblica, ha scritto: "Ci sono molti milioni di italiani che vanno alle urne solo per difendere l'argenteria (a volte senza avercela, ed è il colmo)... [questa] parte di italiani (tutti, ma proprio tutti di destra) vota per esclusivo calcoletto personale, come magistralmente sottolineato dal loro capo quando dichiarò che solo i coglioni votano contro i propri interessi... probabilmente sono proprio loro quelli che falsano gli exit poll, mentendo: si vergognano del proprio voto. Anche noi, del resto, ci vergognamo del loro."

Ecco, da oggi mi batterò affinché questi individualisti (e testimonio che esistono, come ho avuto modo di constatare il sabato precedente le elezioni durante un compleanno), che darebbero l'anima per proteggere una forchetta d'argento che nemmeno possiedono, capiscano che non c'è migliore egoista di colui che aiuta il prossimo. Solo sostenendo l'intera società, si possono proteggere quelle regole tramite le quali è possibile fare impresa.
Il simbolo dell'Unione che ho messo sul sito è, appunto, solo un simbolo. Gli atti concreti li voglio fare fuori dalla rete, appunto nella dura realtà di tutti i giorni, fra gli amici, i vicini, i parenti, i colleghi. Fra tutti quelli che ancora affidano il proprio voto alle frequenze della televisione.
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commenti

ritratto di Valeria

Grazie, mi dai ancora più

Grazie, mi dai ancora più coraggio e più forza e più rabbia e più ragione e più speranza e più convinzione e più, più, più...volontà di andare avanti nelle mie idee. Grazie Ale