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Un silenzio assordante

ritratto di Alessio

Pasticche di ritalinCome ogni mattina, leggo la free press di Metro. Fra omicidi, rapine, politiche, cronache di roma, lettere dei lettori e soprattutto i fumetti di Derby Conley, non aspettavo di trovarmi un articolo sul Ritalin. Peggio, non mi aspettavo di ritrovarmi con un articolo che avvisa che fra poco più di un mese questo pericoloso psicofarmaco rientrerà in Italia per essere somministrato ai bambini. Per fortuna l'articolo è stato scritto da Luca Poma, portavoce dell'associazione Giù le mani dai bambini, che si occupa di questo tema ormai da svariati anni e che quindi ha potuto informare tutti i lettori del suddetto quotidiano. Io stesso il 5 maggio del 2005 ho scritto un post su theeyes al riguardo e da cui rimandavo al loro sito. Rileggendolo lo trovo ancora molto attuale, pertanto consiglio a tutti voi di dargli una occhiata.

La situazione, a mio avviso, si fa sempre più grave. Sempre tramite l'articolo di Luca Poma scopro che il Ministro Livia Turco è del tutto indifferente alla questione, sembra non essere assolutamente intenzionata nemmeno a far partire un tavolo tecnico di confronto sull'argomento. Giustamente Poma si chiede se non bisogna arrivare a scendere in piazza per farsi ascoltare. Io sono ancora più pessimista e temo che anche così continueremmo ad essere inascoltati. Quando di mezzo ci sono delle lobby potenti come quelle farmaceutiche, c'è veramente poco da fare.

Oppure no. C'è una cosa che ogni cittadino deve tornare a fare. Deve riprendersi la politica. Ormai i nostri rappresentanti si fanno comandare solo da chi ha soldi e poteri, se ne sbattono di quanti li votano. E la colpa in parte è anche nostra che ci disinteressiamo di loro il giorno seguente al voto. Sempre che siamo andati a votare.

Andiamo dai nostri rappresentanti politici (non ce li avete? male! se non avete rappresentanza, come fate a lamentarvi?) spingiamoli ad interessarsi di questo inquietante silenzio che circonda il ritorno del Ritalin in Italia. E se non vi ascoltano, allora cambiate rappresentante. Un politico che non si interessa ai bambini, semplicemente non è degno di fare il politico perché la politica deve pensare al futuro e i bambini sono il nostro futuro.

Potreste non essere interessati all'argomento. Non avete figli, non intendete/non potete farli, siete troppo giovani o troppo vecchi. Io dico che non importa. Io ho 25 anni, non ho figli. Ma sapere che dei bambini vengano trattati con farmaci altamente pericolosi per combattere una malattia inventata mi fa imbestialire. E' una cosa ancora più vergognosa dei soldi bruciati sul portale italia.it. Perché su questo affare sporco delle case farmaceutiche si gioca il futuro dell'Italia, dei suoi figli.

Purtroppo oggi c'è scarsissima attenzione sui più piccoli e sui giovani. Ci si occupa di loro di striscio, solo per sollevare polemiche sui Dico che "distruggono la famiglia, luogo deputato a fare figli" (frase da attribuire a qualsiasi gerarca ecclesiasta, o ex-democristiani teodem), o per accusarli di violenze contro disabili, deboli, anziani, genitori. Ce li ritroviamo sui giornali perché assumono droga in discoteca o si schiantano in autostrada a 240 chilometri l'ora.

Ed ecco allora che spunta la soluzione facile: diamogli una bella dose di ritalin fin dalla più tenera età: così a 15 anni saranno tanto drogati che non andranno in giro a rubare per ottenere la droga: il ritalin, di cui saranno dipendenti, infatti, glielo faremo passare direttamente con l'impegnativa del medico! Un silenzio assordante, titola l'articolo su Metro. Ma il silenzio non è solo sul ritalin che ritorna di soppiatto. Il silenzio assordante è anche sulle vere cause di questa crisi generazionale. E' assordante perché si cercano le cause del disagio giovanile nei posti più assurdi: dalle malattie inventate, appunto, a internet. Chi non ricorda della trovata di Fioroni di censurare il web sul modello cinese per contrastare il video di alcuni giovani che picchiavano un disabile, apparso su youtube e che aveva destato molto clamore? Per lui sarebbe stato troppo complesso pensare che la censura non risolve nulla, ma semplicemente nasconde il misfatto. Per lui sarebbe ancor più complesso pensare che se qualche idiota si comporta in questo modo, forse la colpa è da ricercarsi nella cattiva educazione di cui soffrono questi soggetti.

Molti credono che l'infanzia sia una malattia da curare. E invece servirebbero dei genitori presenti, una scuola forte, una società degna di questo termine (sociale, appunto). E meno televisione. E vedrete che se tutti noi, la politica in primis, si sforzasse verso questa direzione con obiettivi concreti e non con semplice propaganda pseudofilocattolicheggiante, l'infanzia e la giovinezza sarebbero vissute in modo meno traumatico e ci sarebbe molta meno violenza sotto i 18 anni. I più piccoli fanno ancora in tempo per venir su meglio di noi. Sta a noi dar loro una chance più umana e meno chimica.

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