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Un sabato con l'alba

ritratto di Alessio

Svegliarsi presto, alle 5,30, per lavorare. Di sabato. Ormai è una maledizione. Almeno per dove lavoro io, lavorare il sabato è quanto di peggio possa capitare. Forse perché capita raramente e a turno. Forse perché il 99% delle volte non si fa niente, ma quell'1% mette sempre paura. Forse perché nessuno di noi, qui dentro, dall'alto del nono piano di un palazzo di Roma, ha mai pensato di vedere l'alba.

(Ecco ho appena saputo che è successo un mezzo casino... solo che io non posso farci niente, purtroppo o per fortuna...)

Questa mattina alle 7,20 ero quasi giunto a lavoro. Cercavo all'orizzonte la presenza della cometa McNaught, senza sapere se dall'Italia è ancora visibile, o meno, se si è già sfracellata contro il Sole, o se si è semplicemente dissolta, se gli Australiani la vedono e se non gliene pò fregà de meno...

E mentre pensavo a tutto questo, all'improssivo, vedo una striscia piccola, sembra quasi lascia di una cometa, la presunta coda, in effetti, mi pareva fosse in opposizione al Sole, e questo poteva confermare i miei pensieri.

Alle 7,40 circa mi trovo al nono piano dell'edificio. Guardo all'orizzonte, a oriente. Della presunta cometa non c'è traccia. Forse un miraggio, magari un lampione ha fatto riflesso sul vetro della macchina. Per un attimo ci avevo creduto. Peccato. Ma poi guardo oltre, vedo due montagne e sotto un bagliore intenso. Penso, magari mi sono perso la cometa, ma l'alba, quando mi ricapita di avere la voglia di svegliarmi presto e di vederla? E poi al nono piano di sabato. Forse questo è l'ultimo sabato che lavoro e che devo svegliarmi così presto, devo approfittarne.

Passano una decina di minuti, il bagliore si fa sempre più intenso, il rosso dell'orizzonte piano piano si smorza e diventa giallo. Poi da un fianco interno di una delle due montagne noto un piccolo gioiello luminoso. E' lui! Il Sole! In una manciata di secondi diventa via via più grande, fino a rendere impossibile alla vista continuare a fissarlo. Mi guardo attorno, nella stanza dove mi trovo si creano le prime ombre naturali. I medici della guardia medica si coprono gli occhi e il monitor. Mi esce un sorriso dalle labbra.

Me ne torno alla scrivania soddisfatto. Magari non farò nient'altro per tutta la mattinata, ma penso di aver già fatto molto. Anche oggi il Sole è sorto. Grazie a me Sorriso

divisorio

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