In punta al piede
Và che piede da ballerina!
Non è solo pazzia o scialbo desiderio, è un bisogno intrinseco a me.
Sento da sotto la pianta dei piedi un morboso dolore e non è per e scarpe nuove o gli esercizi a teatro per la concentrazione.
E non sta fermo, no, sale il bastardo, sale a mordermi le budella, stringere lo stomaco in una coperta di ortica e poi mi afferra il cuore. Lo stringe nella sua mano, non da ammazzare, ma ti tiene le sue unghie appuntite sopra… e allora le senti quelle maledette fitte. Le senti tutte ogni volta che respiri, che ti muovi, vivi con l’angoscia di provarle e io so perchè ci sono. So che qualcuno di voi sta male, io lo sento.
Ma c’è dell’altro: ho fatto qualcosa che non facevo da un tempo lungo e arido, ho detto due parole, Ti Amo. Le ho dette a una ragazza, ma lei ovviamente non lo sa, non mi ha sentito per fortuna. Dico per fortuna perchè, ora come ora, non so se le farebbero bene. Le ho provate a dire, no, mi correggo, sono uscite dalle mie labbra dopo averla salutata. Si, la lingua ha battuto sul palato e ho scoperto un sapore. Si, un sapore di nostalgia che tornava come un alito di vento fresco in un torrido pomeriggio sull’asfalto di Roma.
Erano echi lontani, tamburi che ricordavano che le battaglie non sono ne troppo vicine ne troppo lontane. Sono tamburi di festa che ti invitano a ballare. E innamorarsi di nuovo, ora, riscoprendo un sapore antico e una dolcezza che non ricordavo, è bello.
In punta al piede posso concentrarmi sulla felicità o la tristezza, ma l’amore? Posso provare a sentire il mio piede innamorato?
Che fare? Dire o non dire? Lasciarsi cadere in un torpore amoroso o no?
A questo mi ha risposto una mia amica, Elieli, che ha detto che devo accettarlo così come è. Accettare questo sentimento e prenderne il più possibile. Ha ragione in fondo, amare fa bene, sarà doloroso non essere ricambiati, ma amarTi mi da una sensazione che sentivo morta.
Devo dire che è sempre bello vederti e dirti quando non mi senti che mi sto innamorando.
Basta dire cose, passiamo ai fatti; quando potrò crearti un letto di poesie per te?
Aprile 22nd, 2007 at 19:06
Anch’io sono stata innamorata “a senso unico”. Per un po’ è stato bello, tutto questo mio amore mi completava, non mi serviva che dall’altra parte fosse ricambiato.
Poi ho scoperto che se ci si ama in due, forse è meglio.
Per il corpo, per i propri piedi, per le proprie mani, per le proprie spalle, per i propri occhi.
Comunque, mi è piaciuto molto questo tuo post, Andrè, specialmente nel modo in cui è scritto.
Baci