Una petizione per liberare il software
Quando si deve acquistare un personal computer o un portatile, è praticamente obbligatorio acquistare insieme all'hardware anche un noto sistema operativo, circondato da altri softwarelli quali antivirus, strumenti di produttività, giochini, demo e shareware vario.
Chi vuole un computer su cui installare un altro sistema operativo o altri programmi, ha due scelte:
- Compra il computer con il sistema operativo preinstallato, lo cancella e ci mette sopra quello che vuole, pagando una licenza per un software che non userà mai.
- Si assembla il computer da solo. Cosa impossibile per i portatili
A questa strozzatura del mercato, molti esponenti dell'informatica italiana non ci stanno. Vogliono la libertà di scegliere, senza essere costretti ad alimentare un monopolio di cui non sentono il bisogno. Fra i massimi esponenti di questo pensiero, in Italia abbiamo la fortuna di avere il professore Renzo Davoli che insegna alla cattedra di sistemi operativi dell'università di Bologna. Ieri, tramite Gnuvox, ho letto la sua lettera indirizzata al ministero delle attività produttive per riformare il mercato dei computer per dare ai clienti la possibilità di scegliere cosa acquistare e cosa no, senza per questo complicare la vita a chi preferisce i software preinstallati. Fra i punti chiave della sua idea:
Occorre una legge che contenga le seguenti norme:
- Nella vendita di personal computer il prezzo dell'hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d'uso del software eventualmente in dotazione.
- E' consentito all'utente di rinunciare all'acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell'hardware.
- Il prezzo indicato per la licenza d'uso del software deve essere realistico.



















commenti
Invia nuovo commento