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Da windows a linux - terza parte

ritratto di Alessio
Da windows a linuxQuello che non ho ancora detto di Linux è una ovvietà per tutti quegli smanettoni e utenti che lo usano giornalmente: Linux NON è un sistema operativo.
Avete capito bene: un sistema operativo non è un blocco di granito unico e indivisibile. E' composto di tanti pacchetti diversi e, che voi lo crediate o meno, anche una applicazione di office automation è parte di un sistema operativo, nonostante la Microsoft per anni ci abbia fatto credere il contrario. Linux è, tecnicamente parlando, il kernel del sistema operativo. In poche parole si occupa di far comunicare tra loro le applicazioni e l'hardware sottostante. Quindi è una parte importantissima del tutto, ma non l'unica.

Di sistemi operativi che sfruttano il kernel Linux ne esistono a decine, anzi forse a centinaia; per rendersene conto, è sufficiente visitare Distrowatch. Praticamente tutte, però, usano molti programmi Gnu (si legge ghnu, con la g dura ed è un acronimo ricorsivo che sta per Gnu's Not Unix, Gnu non è Unix). I programmi Gnu (ma non solo loro) adottano una licenza Gpl che permette all'utente che ottiene il software di avere anche il codice sorgente e quindi di leggerlo, studiarlo, modificarlo e ridistribuire il programma con o senza modifiche, gratuitamente o dietro un equo compenso. L'unico limite nella modifica e ridistribuzione è quella di mantenere il nome dell'autore originario (a fianco a quello che lo modifica, naturalmente) e quello di non alterare la licenza (se non dietro esplicito consenso dell'autore o di chi ne detiene i diritti). E' questo il cuore della libertà di Gnu/Linux, e Linux senza Gnu non sarebbe molto utile, si ritroverebbe circondato da altrettante sbarre quanti sarebbero i programmi proprietari installati.

Come ha detto una volta, scherzosamente, Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation, creatore della licenza Gpl e primo programmatore di molto software Gnu, “There is no system but GNU, and Linux is one of its kernels”. Insomma, guai a confondere Linux, la parte, con Gnu, ossia il (quasi) tutto.

In realtà il sistema Gnu è lungi dall'essere un prodotto completo e installabile dall'utente meno esperto. Tuttavia in giro esistono, come ho già detto, tantissime distribuzioni (è questo il termine con cui ci si riferisce ai diversi sistemi operativi derivati da Gnu/Linux), molte delle quali pronte per essere facilmente installate da un utente medio come noi.

La mia prima distro (altro termine per indicare distribuzione) è stata la Mandrake 10.0.
In passato mi ero affacciato solo di striscio al mondo Linux senza cavarne un ragno dal buco. Poi, grazie a una ricerca universitaria che a prima vista non c'entrava nulla col software libero, ho scoperto le libertà digitali, le Creative Commons e, soprattutto, la licenza Gpl. Solo studiandomi bene il sito www.gnu.org ho capito che sarebbe stato un dovere morale abbandonare il vecchio finester per qualcosa di innovativo, curioso, libero, potente... ok basta sto divagando come al mio solito!

Mandrake, quindi. Ora la Mandrake non esiste più con questo nome. La società ha comprato Conectiva, che produceva un'altra distribuzione Linux e ora le due insieme si chiamano Mandriva e insieme hanno prodotto la Mandriva 2005 LE e presto uscirà la Mandriva 2006. Tutte sono e saranno sempre scaricabili gratuitamente da internet e protette da una licenza libera.

La Mandriva è una distribuzione facile da usare. E con questa è anche facilissimo trovare e installare programmi da internet. Ma prima di farne l'elogio sarebbe più opportuno spiegare come reperirla, installarla, usarla.

Esistono diverse possibilità. Chi ha una Adsl, ha vita facile. Per la versione gratuita, basta cliccare su uno di questi mirror in elenco: qui potrete scaricare le immagini iso di 3 cd o un'unica immagine iso di un dvd

Quelle che scaricherete saranno delle ISO, ossia le immagini di più cd o di un dvd. Queste iso possono essere masterizzate con qualsiasi programma serio sotto Windows o con una distro live di Linux (di cui parlerò prossimamente), anche se l'approccio è diverso dalla semplice masterizzazione dati che tutti sono abituati a fare.

Se proprio non sapete come fare, ricordatevi sempre dei santi motori di ricerca, vedrete che imparerete molte cose. Inoltre usate un cd riscrivibile: le distro linux si aggiornano in termini di mesi e non di anni, per cui dopo poco tempo potrete installare una nuova versione e a quel punto il cd potrebbe tornarvi utile, specialmente se non avete una linea internet veloce.

Se non avete una ADSL, e non volete usare il resto della vostra vita per scaricarvi un paio di gigabyte, è sufficiente acquistare una rivista in edicola che contenga la iso di Mandriva, o i cd pronti all'installazione. Tuttavia, visto che non tutti i mesi danno la Mandriva in allegato, vi consiglio di controllare sempre prima di acquistare. In caso contrario potreste trovarvi con i cd di un'altra distribuzione. Non ci sarebbe niente di male in questo, tranne per il fatto che questa guida potrebbe esservi molto meno utile su alcuni punti specifici.

Terza possibilità: ordinatela direttamente al Mandriva store (http://www.mandrivastore.com/) per 59 euro (senza supporto ma con dei pacchetti extra).

E anche per oggi è tutto. Niente link finale stavolta: ci sono già una marea di megabyte da scaricare per voi che avete l'adsl e tutti gli altri potranno approfondire i link che ho disseminato lungo tutto il post, a cominciare da quelli diretti a gnu.org e a fsf.org!

Nota finale: come accennato, ormai quasi tutte le distro sono facili da usare. Se ho scelto di parlare di Mandriva non è perché mi pagano (del resto potrebbero pagare gente più esperta di me nel tessere le lodi del loro prodotto) ma perché è davvero la prima distro su cui mi sono formato su Linux. Tuttavia, per correttezza, è giusto che io citi anche Suse 9.3, Fedora Core 4, Ubuntu/Kubuntu. Oltre a queste esistono ancora altre distribuzioni facili, ma sarebbe insensato scrivere una mera lista, per cui vi rimando di nuovo a distrowatch per risolvere tutte le vostre curiosità. Unico requisito: conoscere un po' d'inglese.