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Da windows a linux - seconda parte

ritratto di Alessio
Da windows a linux - 2Nella prima parte ho spiegato perché, a mio avviso, non si incontrano molti problemi nella migrazione a Linux. Ovviamente la mia esperienza riguarda soprattutto un uso desktop del computer. Su sistemi professionali o sui server la migrazione è ugualmente possibile, ma certo le problematiche saranno molto diverse. Tuttavia non ho ancora detto perché ho deciso di compiere il gran balzo. Le argomentazioni fin qui proposte, da sole, non sono sufficienti a fornire un pretesto per il passaggio a un sistema operativo sconosciuto.

No, devo essere sincero, a me sono servite argomentazioni più profonde, anche (ma non solo) di carattere filosofico.

Il mio più grande problema con Windows non è mai stata la carenza di programmi, o le vulnerabilità di sistema o i virus distruttori di documenti. Sono tutte cose che ho affrontato bene. Il mio più grande problema con il prodotto di casa Microsoft è da sempre la libertà. La libertà di fare quello che voglio con un oggetto, il computer, che mi appartiene di diritto in quanto acquistato legalmente.

Al contrario delle apparenze, la libertà con Windows ve ne è davvero poco. E ce ne sarà sempre di meno con l'avvento di Windows Vista e con le tecnologie TCPA.

Un'altro motivo è il problema del monopolio. Windows è, di fatto, un monopolio. In un negozio non hai scelta, all'acquisto del pc non chiedono mai quale sistema operativo vorresti vedere preinstallato: mettono direttamente Windows perché tanto, dicono, lo vogliono tutti. Perché tanto è quello che funziona meglio, perché se non lo si usa poi non si possono passare i documenti agli amici, non si può giocare, non si può ascoltare la musica o i film. Tutte sciocchezze, uso Linux da più di un anno e riesco a fare tutte queste cose e molte di più come, ad esempio, salvarmi uno streaming video sul mio computer.

Anche questa è una questione di libertà, in effetti. Se all'acquisto nessuno ti rende consapevole che esiste una scelta, ecco che il proprio campo d'azione viene automaticamente ristretto a vantaggio di una unica azienda, in questo caso la Microsoft, che fa miliardi con la nostra ignoranza.

Quanti comuni hanno speso milioni di euro per acquistare semplicemente le licenze d'uso di questo sistema operativo? E quanti altri soldi hanno dovuto spendere per acquistare il pacchetto Office? E poi l'antivirus, l'antispyware, l'anti questo, l'anti quello.... ogni cosa in più, ogni protezione necessaria contro le falle di Windows sono soldi dei comntribuenti sprecati da incoscienti (ignoranti? mal consigliate?) pubbliche amministrazioni. Sono soldi che escono dalle casse dello stato che invece di essere spesi in questo modo, potrebbero servire a cause ben più giuste.

Linux non è gratuito, ovviamente, ma ha un costo equo. Non ti fa pagare centinaia di euro per una copia di un software dal costo di produzione pari a meno di due euro (quanto volete che costi produrre un cd “originale” e quante copie bisogna vendere per ammortizzare il costo proveniente dall'investimento tecnologico?), ma l'unica cosa che viene pagata è l'assistenza e il valore aggiunto di alcuni prodotti non sempre liberi.

Certo, al problema del costo è dannatamente facile obiettare con la solita tiritera. “Ma tanto Windows si copia facilmente”. Chi lo dice, purtroppo, non si rende conto che sono proprio le copie illegali la maggiore spinta che hanno reso Windows uno standard di fatto. Microsoft, nonostante lo negherà all'infinito, ha tratto moltissimo vantaggio dalle copie illegali del suo software, tanto che ora, con le nuove tecnologie anti-pirateria, ha deciso di raccogliere i suoi frutti, o meglio, per continuare nella metafora, di spremere i windows-dipendenti fino all'ultimo centesimo.

Ma ora basta parlare di Microsoft. Voglio che sia ben chiaro che non è l'unico male da cui difendersi. E poi continuare a parlare male di un prodotto non rende onore alle qualità del diretto concorrente. Nel prossimo post si entra più in dettaglio sulle qualità del pinguino e su come installarlo sul proprio pc senza perdere i dati, e senza vietarsi (non ancora almeno) l'accesso al prodotto di mamma Microsoft.

Questa volta vi lascio con un link diretto a un articolo di ZeusNews dove si spiega molto bene perché lottare contro la tecnologia TCPA e cosa significa essere hacker.
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