Da windows a linux - quinta parte
Finalmente vedremo come dimenticarci il più in fretta possibile Windows e abbracciare il mondo del pinguino (o dello gnu, dipende dalla filosofia con cui si approccia!) attraverso l'adozione di una distro facile: Mandriva 2005 o 2006.
Prima di cominciare subito un avvertimento, infatti: tra pochissimi giorni si potrà scaricare gratuitamente anche la nuovissima Mandriva 2006 e infatti molte immagini che userò riguarderanno proprio questa nuova versione. Ciò non toglie che le operazioni saranno quasi identiche.
Ricapitoliamo: abbiamo il nostro cd masterizzato, un pc relativamente nuovo (due tre anni al massimo), dell'hardware compatibile con Linux (niente modem interni, evitare alcuni modem adsl usb, la compatibilità della scheda audio controllata sul sito di Alsa, schede video nvidia, ati, o con specifiche libere, etc...), e Windows installatato sull'hard disk.
Per ipotesi assumiamo che ci sia una sola partizione, interamente usata da Windows e dai vostri documenti. Ciò non toglie che la guida può essere seguita anche se si hanno più hard disk o più partizioni, naturalmente.
Problema numero uno: che filesystem usa il vostro hard disk? E' formattato in FAT32? E' formattato in NTFS? Nel primo caso è tutto più semplice, Linux non ha problemi a ridimensionare questo tipo di partizione. Con l'NTFS, invece, è tutto più complicato, non sempre funziona e nel caso particolare non sono sicuro che Mandriva lo possa fare in fase d'installazione per cui o si usa partition magic da Windows, oppure si compra un hard disk nuovo da usare interamente per il pinguino. Se avete Windows XP è quasi sicuro che avete NTFS, mentre le versioni 95-98-ME sono sicuramente in FAT.
Per semplificare la guida immaginerò di avere a che fare con una FAT. La prima cosa da fare è entrare in Windows, poi dobbiamo accertarci di avere almeno 5-6 giga liberi (io ne consiglio una decina) ed infine eseguire obbligatoriamente la deframmentazione dell'hard disk per evitare complicazioni nel momento in cui andremo a suddividere l'hard disk in più partizioni.
Ricordo per l'ennesima volta che questa guida è rivolta a chi ha un minimo di esperienza con Windows, per cui dò per scontato che la gente conosca il significato di partizione, filesystem, deframmentazione, etc...
Nota 1 per gli utenti di Thunderbird o di un programma di posta utilizzabile anche sotto Linux: spostate la cartella in cui conservate le mail in un posto diverso, magari sotto la cartella Documenti. In questo modo, quando saremo su Linux, potremmo leggere con tutta tranquillità l'archivio.
Nota 2 per gli utenti più smaliziati: sarebbe ancora più comodo tenere tutta la cartella Documenti in una partizione separate da quella di Windows. L'importante è che sia sempre in FAT32. Anzi in questo caso la partizione con Windows può tranquillamente restare in NTFS, ed opereremo la deframmentazione e il ridimensionamento sulla FAT.
Nota 3 non installate il sistema operativo mentre leggete questo post per la prima volta. Al contrario, mentre lo leggete, seguite l'installazione attraverso gli screenshot riportati su OSDIR. Le stesse immagini che vedrete qui sotto sono in parte di OSDIR, in parte del sottoscritto in versione italiana. Su OSDIR, infatti, sebbene siano in lingua inglese, le potrete vedere a schermo intero e in maniera sequenziale. Inoltre ci sono molti più screenshots che potranno stuzzicarvi ancora di più la fantasia.
Bene, torniamo brevemente a Windows, ma solo per dirgli addio. Infatti a deframmentazione terminata, salutate le finestrelle con un fazzoletto, riavviate il computer e, se non lo avete già fatto, entrate nel bios e impostate il lettore cd in cui inserirete il supporto d'installazione di Mandriva, come prima periferica per l'avvio del sistema.
Il computer riavviato caricherà le informazioni dal supporto ottico. La prima schermata vi chiede se intendete partire subito con l'installazione o se volete visionare ulteriori informazioni premendo il tasto F1. Voi premete invio e nelle successive schermate scegliete la lingua in base alle vostre necessità (probabilmente italiano, se state leggendo queste righe!). Accettate la licenza e come livello di sicurezza scegliete un livello normale. Livelli più alti possono crearvi delle restrizioni inutili (per noi che ne facciamo un uso desktop, ovviamente!) nell'uso delle periferiche.
Ed eccoci giunti a una prima schermata critica: dovrete scegliere se cancellare il disco intero, usare le partizioin esistenti, usare lo spazio libero della partizione windows o se fare un partizionamente personalizzato del sistema. Sebbene la terza scelta sembri la più ovvia e veloce, io consiglio la quarta opzione, soprattutto se si hanno dei documenti importanti sul computer: in questo modo ridurremo al minimo il pericolo di perdita dei dati perché avremo sempre il controllo diretto su quello che viene eseguito.
Cliccando su successivo, possiamo ritrovarci di fronte a una prima sorpresa: gli hard disk non sono nominati con una lettera alfabetica. Il nostro caro vecchio C:\ si è trasformato, probabilmente, in un hda1. Selezionate il grafico che simboleggia l'unità: dovrebbe essere di colore blu, che da leggenda significa essere una partizione windows di tipo FAT32. Premete poi il pulsante ridimensiona, e dategli un valore più basso del precedente, di modo che restino liberi almeno 5 giga se non di più.
AVVERTENZA: il ridimensionamento di una partizione è sempre un'operazione pericolosa ed è consigliabile prima di tutto fare una copia di backup dei dati in modo che tutto si possa ripristinare in caso di perdita. Personalmente il ridimensionamento non mi ha mai causato problemi, ma è sempre meglio non rischiare. Una volta confermata l'azione che si vuole svolgere, il computer impiegherà un po' di tempo a compiere l'operazione. Una volta terminata, selezionate il nuovo rettangolo grigio che si dovrebbe essere formato di fianco a quello blu.
A questo punto abbiamo due possibilità: se abbiamo una decina di giga liberi vi consiglio di creare tre partizioni di cui una prima di circa 4-5 giga per il sistema operativo, una piccola, circa il doppio della vostra RAM (ad ogni modo non dovrebbe essere necessario andare sopra il giga, e una terza partizione di almeno altri 5 giga per i dati personali. In caso contrario creiamo solo due partizioni, la prima e la seconda. I dati confluiranno tutti sulla prima. Le partizioni che serviranno per il sistema operativo e per i nostri documenti dovranno poi essere formattate in EXT3. Cliccate sul rettangolo grigio, scegliete l'opzione creare e selezionate appunto EXT3 e come punto di mount /. La dimensione deve essere pari a quelle dette sopra. Ora, di fianco al rettangolo blu dovremmo averne uno rosso più o meno grande in base alle dimensioni che abbiamo assegnato al pinguino. Sarà lì, infatti, che andremo a installare Mandriva. Per la partizione dove metteremo i nostri documenti seguiremo lo stesso procedimento ma sceglieremo come punto di mount /home. L'ultima partizione, infine, è detta anche partizione di swap. Infatti ha lo stesso compito del file di swap di windows: dare una mano alla RAM quando essa non sia sufficiente per le applicazioni in esecuzione. Andrà scelto come tipo di filesystem, guarda caso, proprio lo SWAP.
Per questa partizione non è necessario indicare il punto di mount in quanto sarà uno spazio completamente invisibile ai nostri occhi, e sullo schermo di apparirà come un rettangolo verse, sicuramente più piccolo degli altri.
Completate le operazioni si clicca sul pulsante fatto. Il sistema ci avverte che la tabella delle partizioni di hda sta per essere scritta su disco. Se siamo sicuri dei cambiamenti fatti, diamo Ok. altrimenti facciamo ancora in tempo a tornare indietro.
Questa, infatti, è l'ultima possibilità offertaci per evitare modifiche sostanziali al nostro hard disk.
Proseguendo, il sistema ridimensionerà la partizione di Windows e formatterà automaticamente le nuove che verranno usate per il pinguino. Finalmente vi dovreste trovare di fronte alla scelta dei pacchetti da installare. In questo Mandriva ci aiuta raggruppando insieme quelli della stessa tipologia. Scegliete tutti quelli che si trovano sulla colonna di sinistra ad eccezione della voce LSB (personalmente non conosco i vantaggi concreti per l'utente desktop e quando io usavo Mandrake l'installazione con LSB presupponeva l'uso di un kernel più datato e quindi con meno funzionalità. Forse oggi non è così, ma non potendolo assicurare, vi consiglio di fare una ricerca, se siete curiosi). Scegliete anche le voci KDE e Gnome che si trovano sulla metà bassa della colonna di destra. Sono le due interfacce grafiche più amichevoli che ci siano su Linux. In un secondo momento sceglieremo quale preferire. Tuttavia prima di proseguire con il tasto Avanti, controllate la dimensione totale dei pacchetti e quella disponibile sulla partizione riservata al sistema operativo (cifre in basso al centro). Se, come nel mio caso, la dimensione dei pacchetti supera quella del disco (sto usando un pc virtuale, per questo ho dato una partizione tanto piccola, voi non fatelo ovviamente!) togliete i pacchetti meno necessari: si partirà togliendo una delle due interfacce grafiche, ad esempio gnome che forse è meno simile a Windows (ma io ho iniziato da lei proprio per questo motivo.. beh non solo ma ora non è importante!). Se lo spazio è ancora poco (ma non dovrebbe esserlo in quanto vi ho detto di riservare almeno 4 giga e i pacchetti selezionati ne sfruttano meno di due tolto Gnome!), togliete anche i giochi o lo sviluppo (farò sempre in tempo a reinstallare queste cose in futuro). Vi sconsiglio per il momento di andarvi ad avventurare nella selezione individuale dei pacchetti, rischierete di non uscirne più o di togliere cose che invece sono importanti, sebbene a prima vista sembrino inutili.
Una volta raggiunta una configurazione soddisfacente, si va avanti e si attende il completamente dell'installazione. Se avete la versione su cd, sostituiteli quando il programma ve lo chiederà, se avete quella su dvd, invece, potreste rispolverare la televisione, o scoprire i giochini in java che avete sul vostro cellulare! Ad ogni modo non appassionatevi troppo a questi nuovi passatempi in quanto in meno di un'ora tutto dovrebbe essere completato.
E poi che si fa? Si aspetta ancora. Si aspetta la prossima puntata, questa è fin troppo sostanziosa e come ho già detto altre volte, voglio evitare di scrivere cose troppo pesanti tutte insieme!



