Un angolo di pace
Agosto, una giornata di sole rinfrescata dalla brezza oceanica.
Una collina a picco sul mare.
Una giovane donna siede sulla terrazza di un bar e si guarda intorno.
Voglio vivere qui. Non si può non voler vivere qui.
Contrariamente all'etichetta, si sfila le scarpe, scopre un poco le gambe e si mette a cavalcioni del parapetto.
Voglio vivere qui. Non mi stancherei mai di questa vista.
E la città, quasi la stesse sorvegliando, finalmente si rilassa e si mostra per quello che è: un piccolo posto di mare con la vocazione di riparo per i viaggiatori ma col difficile compito di capitale di un grande stato.
Voglio vivere qui, voglio osservare i pescherecci rientrare; voglio vedere i bagnanti felici e grati per questo pezzo di mare domato ed addomesticato.
Voglio vivere qui, tra vasi di gerani, muri a calce bianchissimi e portoni di cedro dipinti di blu.
Voglio vivere qui, voglio passeggiare a piedi nudi per questi vicoli di pietra e fermarmi a leggere un libro sotto una di queste immense buganvillea.
Voglio avere una macchina da scrivere, un tavolino ed una terrazza come questa per potermi isolare dal mondo e scrivere, scrivere... scrivere di questo.
Voglio vivere qui... , pensava la ragazza mentre, lentamente, scivolava lungo la scogliera...
Rabat, agosto 2007



















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