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ritratto di Alessio

Una storia ecologista

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rp1Gli uomini in nero si trovarono la strada bloccata da un’ultima persona. Era il più giovane del folto gruppo che si batteva per difendere il bosco. Come gli altri, aveva il corpo quasi completamente nudo e dai lividi che aveva era evidente che per lui non si trattava del primo scontro. Ma non era una manifestazione come le altre. Era l’ultimo polmone verde del paese, uno dei più grandi del pianeta. Perso questo, non sarebbe stato esagerato dire che si sarebbe persa la vita.
Sia ben chiaro non erano in pochi a capirlo. Ma molti preferivano far finta di niente immersi negli agi di una vita piena di polvere e cemento.

***

rp2Uno degli uomini in divisa si ritrovò faccia a faccia col ragazzo nudo. Lo guardò, gli sorrise con disprezzo. Sorriso prontamente ricambiato dal ragazzo che, lo sapeva bene, di lì a poco avrebbe ricevuto un pugno in faccia, o sullo stomaco. Sarebbe crollato a terra, con la faccia insanguinata adagiata su una foglia secca, o sul terriccio umido del sottobosco.
E poi avrebbe pensato a quella volta che la nonna lo portà al mare a raccogliere le conchiglie. Quante conciglie ha il mare?

Tantissime.

- Ma come si formano?

- Sono esseri viventi come noi

- Quindi quelle che ho raccolto sono vive?

- Ormai non più, tesoro. C’è poco di vivo dentro il mare, ormai.

***

rp3Il ragazzo smise di ricordare. Davanti a lui c’era ancora l’uomo vestito di nero. Si accorse che gli altri uomini in divisa erano rimasti distanti. Chi era intento ad arrestare gli altri manifestanti, chi cominciava a dare ordini per tagliare i primi alberi. Il ragazzo non aveva ricevuto nessun pugno, era ancora in piedi. Ebbe solo un brivido, causato da un leggero venticello che annunciava l’arrivo del tramonto. L’uomo in nero indicò una casa in legno al limite del bosco e parlò:

- Seguimi

Il ragazzo lo seguì.

La porta era socchiusa. L’uomo in divisa la spalancò e fece entrare il ragazzo.

- Siediti

Il ragazzo si sedette su una sedia di legno. Era tutto di legno, sembrava di stare nel tronco cavo di un albero secolare.

- Questa costruzione ha molti anni. Il legno si usa da sempre. Non c’è niente di male nel continuare ad usarlo, non trovi?

***

rp4Il ragazzo era impaurito dall’uomo in divisa. Non tanto dall’arma o dal bastone che le guardie come lui avevano in dotazione, ma dall’aspetto sicuro di sé, dal comportamento calmo e sereno. Faceva di tutto per apparire dalla parte della ragione. Ma il ragazzo non si fece impressionare da quelle facili chiacchiere, e rispose:

- Se gli alberi fossero usati per il bene dell’uomo non si sarebbe arrivati a far sparire boschi e foreste. Piantala con queste argomentazioni, piuttosto picchiami e gioca la tua parte, segui il copione che altri hanno scritto per te. E sappi che come inchiostro stanno usando il sangue di tutta l’umanità.

***

rp5Martino si ritrovò sdraiato sull’erba. Il pic-nic coi suoi amici stava volgendo al termine, ma lui aveva dormito per una buona mezz’ora e aveva pure sognato. Si mise seduto sull’erba e cominciò a riflettere sul sogno che aveva fatto. Era una guardia che picchiava degli ambientalisti, e si trovava in un pianeta ormai privo di foreste. In effetti non aveva mai dato alla natura molta attenzione. Però non si poteva nemmeno dire che ne volesse la distruzione. Si guardò intorno e vide i suoi amici andarsene abbandonandolo immerso nella spazzatura che avevano lasciato. Raccolse le lattine e le scatole vuote e le mise dentro un sacco. Si avvicino a una casa in legno ai limiti del boschetto, lo stesso bosco e la stessa casa che lui conosceva bene perché un tempo erano di suo nonno. Poi suo padre vendette tutto e passarono di mano in mano finchè l’ultimo proprietario decise di costruirci un un centro commerciale. Cercò nei pressi della casa un secchio dove lasciare l’immondizia, ma girandoci intorno trovò altri rifiuti misti a segatura e rami secchi e davanti a sé alcuni alberi già tagliati. Più avanti nel bosco ancora intatto, vi erano fermi ruspe e attrezzi per tagliare alberi. Doveva essere un giorno di riposo, perché nei paraggi non c’era nessun operaio. Allora ricordò il sogno e disse, col sorriso sulle labbra:

- Chissà cosa penseranno gli operai domani, quando mi vedranno, attenderli, legato ad un albero.

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