La passione dell'innocenza scatena le guerre più cruente.
- Daniel Pennac, Signori bambini
La passione dell'innocenza scatena le guerre più cruente.
- Daniel Pennac, Signori bambini
Gli uomini in nero si trovarono la strada bloccata da un’ultima
persona. Era il più giovane del folto gruppo che si batteva per
difendere il bosco. Come gli altri, aveva il corpo quasi completamente
nudo e dai lividi che aveva era evidente che per lui non si trattava
del primo scontro. Ma non era una manifestazione come le altre. Era
l’ultimo polmone verde del paese, uno dei più grandi del pianeta. Perso
questo, non sarebbe stato esagerato dire che si sarebbe persa la vita.
Sia ben chiaro non erano in pochi a capirlo. Ma molti preferivano far
finta di niente immersi negli agi di una vita piena di polvere e
cemento.
***
Uno degli uomini in divisa si ritrovò faccia a faccia col ragazzo nudo.
Lo guardò, gli sorrise con disprezzo. Sorriso prontamente ricambiato
dal ragazzo che, lo sapeva bene, di lì a poco avrebbe ricevuto un pugno
in faccia, o sullo stomaco. Sarebbe crollato a terra, con la faccia
insanguinata adagiata su una foglia secca, o sul terriccio umido del
sottobosco.
E poi avrebbe pensato a quella volta che la nonna lo portà
al mare a raccogliere le conchiglie. Quante conciglie ha il mare?
Tantissime.
- Ma come si formano?
- Sono esseri viventi come noi
- Quindi quelle che ho raccolto sono vive?
- Ormai non più, tesoro. C’è poco di vivo dentro il mare, ormai.
***
Il ragazzo smise di ricordare. Davanti a lui c’era ancora l’uomo
vestito di nero. Si accorse che gli altri uomini in divisa erano
rimasti distanti. Chi era intento ad arrestare gli altri manifestanti,
chi cominciava a dare ordini per tagliare i primi alberi. Il ragazzo
non aveva ricevuto nessun pugno, era ancora in piedi. Ebbe solo un
brivido, causato da un leggero venticello che annunciava l’arrivo del
tramonto. L’uomo in nero indicò una casa in legno al limite del bosco e
parlò:
- Seguimi
Il ragazzo lo seguì.
La porta era socchiusa. L’uomo in divisa la spalancò e fece entrare il ragazzo.
- Siediti
Il ragazzo si sedette su una sedia di legno. Era tutto di legno, sembrava di stare nel tronco cavo di un albero secolare.
- Questa costruzione ha molti anni. Il legno si usa da sempre. Non c’è niente di male nel continuare ad usarlo, non trovi?
***
Il ragazzo era impaurito dall’uomo in divisa. Non tanto dall’arma o dal
bastone che le guardie come lui avevano in dotazione, ma dall’aspetto
sicuro di sé, dal comportamento calmo e sereno. Faceva di tutto per
apparire dalla parte della ragione. Ma il ragazzo non si fece
impressionare da quelle facili chiacchiere, e rispose:
- Se gli alberi fossero usati per il bene dell’uomo non si sarebbe arrivati a far sparire boschi e foreste. Piantala con queste argomentazioni, piuttosto picchiami e gioca la tua parte, segui il copione che altri hanno scritto per te. E sappi che come inchiostro stanno usando il sangue di tutta l’umanità.
***
Martino si ritrovò sdraiato sull’erba. Il pic-nic coi suoi amici stava
volgendo al termine, ma lui aveva dormito per una buona mezz’ora e
aveva pure sognato. Si mise seduto sull’erba e cominciò a riflettere
sul sogno che aveva fatto. Era una guardia che picchiava degli
ambientalisti, e si trovava in un pianeta ormai privo di foreste. In
effetti non aveva mai dato alla natura molta attenzione. Però non si
poteva nemmeno dire che ne volesse la distruzione. Si guardò intorno e
vide i suoi amici andarsene abbandonandolo immerso nella spazzatura che
avevano lasciato. Raccolse le lattine e le scatole vuote e le mise
dentro un sacco. Si avvicino a una casa in legno ai limiti del
boschetto, lo stesso bosco e la stessa casa che lui conosceva bene
perché un tempo erano di suo nonno. Poi suo padre vendette tutto e
passarono di mano in mano finchè l’ultimo proprietario decise di
costruirci un un centro commerciale. Cercò nei pressi della casa un
secchio dove lasciare l’immondizia, ma girandoci intorno trovò altri
rifiuti misti a segatura e rami secchi e davanti a sé alcuni alberi già
tagliati. Più avanti nel bosco ancora intatto, vi erano fermi ruspe e
attrezzi per tagliare alberi. Doveva essere un giorno di riposo, perché
nei paraggi non c’era nessun operaio. Allora ricordò il sogno e disse,
col sorriso sulle labbra:
- Chissà cosa penseranno gli operai domani, quando mi vedranno, attenderli, legato ad un albero.