Anticonformismi scomodi
“ La felicità te la devi costruire” diceva mio padre quando mi vedeva spiattellata a mò di ventosa sulle vetrine del negozio di giocattoli dietro casa.
Unire pezzetto per pezzetto i resti della stoffa, che mia madre usava per cucirci i vestiti, e farli diventare una balena dai mille colori o un serpente variopinto....alquanto discutibile...Niente a che vedere con quei mostriciattoli di gomma che vendeva il Sor Gino fuori dallo zoo la domenica.
La ricetta è facile: farina, burro, un po’ di zucchero e la marmellata di mamma...rigorosamente fatta in casa. Il tutto condito con una canzone di Mina o di Gino Paoli.
Sveglia mattutina all’odor di incenso e ninna nanna sulle parole dell’ennesima storia inventata sul momento...Certo conosco a memoria le storie del Cacculento Achille e del Caccoloso Casimiro, ma non ho mai saputo come faceva la sigla dell’Ape Maya.
Ma in fondo che ci frega dell’Ape Maya se a carnevale possiamo vestirci da Pantera Rosa?...con un costume rigorosamente fatto in casa con pannolenci rosa e fil di ferro per la coda...La Pantera Rosa è un bel film, di quelli che nella mia TV si vedevano...rigorosamente in bianco e nero.
Bianco o nero?
“La vita è piena di sfumature, non c’è bisogno di catalogarla in due sole vie!”.
“...ma mamma neppure quando si tratta di cioccolato? ”
“Si, purché rigorosamente fatto in casa! ”
Casa nostra è sempre stata un porto di mare...gente che andava e veniva, tornava e rimaneva...tranne le baby-sitter, quelle cambiavano continuamente...anche quelle sempre diverse...
Diverso il cibo, diversi i vestiti, diversi i figli, diversi i genitori...non è da tutti sposarsi camminando su stivaletti alla Beatles e zoccoli olandesi...Chiamare una figlia Alice perché Viola porta sfortuna in teatro.
Un teatro che odora di polvere e cicche di sigarette, un parco giochi alternativo di quelli dove pochi fortunati possono giocare...già perchè la felicità te la devi costruire...
Con un paio di pantaloni passati già per gli armadi di sette cugine, una camicetta dai mille colori cucita a mano, i codini e uno zaino in cui accanto ai quaderni ci sono una mela e un pezzo di torta...rigorosamente fatta in casa!
Magari se avessi agitato ben bene lo zaino la torta avrebbe potuto trasformarsi in una di quelle merendine in cui c’è sempre una sorpresa da montare e la mela sarebbe diventata improvvisamente una lampada da sfregare per chiedere al genio di farmi comprare dai miei genitori Barbie luce di stelle......Ma pare che nello zaino di Mafalda fosse vietato l’ingresso ai tegolini e alle Barbie.
Per fortuna esistono i compagni di scuola che per una fetta di torta ti cederebbero anche la pizza calda e unta del fornaio di Viale Angelico con tanto di Nutella....e allora le ricreazioni diventavano il mio momento conformista, quello in cui il sapore della Nutella diventava qualcosa di straordinario e il fatto che non avessi Baby Mia un dettaglio futile!
Al suono della campanella i miei pantaloni diventavano più belli e la camicia fatta a mano un pezzetto di felicità se in una puntata dei puffi puffetta indossava un vestito dello stesso colore!
“Il gelato al puffo è chimico tesoro”
“Ma mamma se è una spremuta di puffi è...rigorosamente fatto in casa”
...e forse in fondo quel gelato concesso ogni tanto aveva un sapore così buono perché non era possibile farselo venire a noia. Come in fondo non erano mai noiose le puntate del Cacculento Achille se ogni volta succedeva qualcosa di insolito.
(estate 2005)




















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