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Le nuvole di Beslan

ritratto di Valeria
Le nuvole di BeslanNuvole! che correte veloci da un cielo ad un altro! Nuvole! Scendete a dissetare la terra! Voi che conoscete solo spazi liberi, voi che non chiedete nulla. Voi che non sapete nè l'offesa nè la difesa: prendete i bambini di Ossezia e fateli vivere liberi.
Nebbia che avvolgi i desideri più nascosti prendi i bambini di Ossezia e sussuragli la canzone del vento, conducili dolcemente su, su, su...verso l'azzurro. Gli uomini accecati dalla voglia di avere, non rispondono al sorriso di un bambino. Gli uomini assetati di potere, non si curano della voglia di vivere dei bambini. Gli uomini mutilati dalla smania d'essere non sanno distinguere tra il loro futuro e la loro morte.
1, 2, 3...389, 390, 391,...Poi, su tutto, s'è fatto silenzio e piano si è alzata la canzone del vento, la nebbia li ha avvolti tutti e quando li ha lasciati andare, una piccola nuvola li ha accolti a sè, cedendogli un pezzetto di cielo. Da oggi quella piccola nuvola continuerà a volare sul mondo e gusterà, dall'alto, gli enormi sorrisi di altri bambini che giocheranno a rincorrersi nei prati. E sarà felice quando gli innamorati la indicheranno a sede dei loro desideri. Triste ogni volta che bisticci e capricci dei grandi troveranno spazio tra i piccoli. Ma ciò che turberà di più la piccola nube sarà la disperazione dei bambini rimasti soli a piangere tra i disastri che non hanno voluto.Ogni volta che sulla terra cadrà una lacrima di un bimbo, quella nuvola si accosterà all'orizzonte e lascerà che il sole vaporizzi la stilla di pianto. Poi, di scatto, si rimmetterà al suo posto e prenderà con sè la gocciolina di acqua salata.
Lacrima dopo lacrima, diventerà una grande nube capace, giocando col vento, di assumere forme sempre diverse.
Riuscità così, ad arrestare il pianto dei bambini disperati, che a naso in sù urleranno: Guarda quella nuvola, sembra un.....
Ma, poi, una volta, si commuoverà, e quando ciò accadrà, le sue lacrime diventeranno pioggia, che, per pochi attimi, prima di risalire di nuovo in cielo, formeranno pozzanghere in cui i bimbi sguazzeranno con le mani o splafferanno con i piedini...E' cosi' che i bambini di Ossezia ritorneranno a giocare con noi.
E noi, che mai sapremo se, i bambini della scuola distrutta, da grandi sarebbero diventati attori o ballerini o scienziati capaci di scoprire un vaccino contro la guerra...Noi continueremo a piangere aspettando che il sole asciughi le nostre lacrime e, guardando il cielo diremo: Guarda quella nuvola...non sembra un bambino felice...
Per favore, potenti della terra, risparmiate almeno i bambini!

Scritto da Benedetto Tudino
Preso dallo spettacolo "La fabbrica dell'immaginario": un epilogo per i bambini di Ossezia.
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