L'arte di rischiare
Dopo una breve pausa, fatta di vacanze molto corte e riflessioni sul ritorno, la gente della piccola città fa molta fatica e riprendere i ritmi quotidiani del teatro. Anzi, i primi tempi si è anche un po’ scocciati di rivedersi così presto o di tornare a fare quelle lunghe catene telefoniche in cui non si riesce mai ad avvisare tutti. Però poi si tira su il fiato, ci si tappa un po’ il naso e si ricomincia. E così…anno nuovo, insegna nuova e soliti propositi. Formare una compagnia stabile, fare tanti spettacoli per bambini e ragazzi nelle scuole, convincere i maestri a comprare i tuoi spettacoli…e fai i laboratori e fai nuovi spettacoli e conta quanti siamo e sia chiaro, non faccio tutto io. Le persone volenterose sono tante, ma quelle che realmente mettono in pratica la loro buona volontà sono un po’ di meno. Perché c’è chi ha da fare, non come te, lui ha da fare veramente, e c’è chi deve studiare, non come te, lui deve farlo veramente e c’è chi tiene famiglia. Insomma, riunire un centinaio di persone intorno ad un unico luogo è molto faticoso! Ma a noi ci servi veramente, non come pensi tu! Ora la smetto di parlare in codice e vi spiego bene. E così…anno nuovo. Insegna nuova. La piccola città riapre i battenti. Cosa bisogna inventarsi quando i conti non tornano? Ecco a voi una breve guida pratico-morale per iniziare bene il lavoro in un teatro come il nostro.
- Visto che siamo attori, o ci crediamo tali, la prima cosa da fare è quella di provare a guadagnare col nostro lavoro, ovvero recitando. Così è iniziato lo spaventoso, inquietante e funambolico "giro per le scuole". Come funziona? E’ semplice: si preparano e stampano quintali di depliant che illustrino i progetti, gli spettacoli e le attività dell’associazione, si fotocopiano le schede tecniche (sempre relative agli spettacoli), si unisce il tutto con qualche catalogo di mostre e/o eventi accattivanti, che si vogliono mostrare agli insegnanti per sbalordirli, e si parte.
Le scuole, come gli insegnanti che ci lavorano, sono luoghi misteriosi: o paradisiache isole fuori dal caos urbano, ricolme di bimbi paffuti e maestri pronti ad ascoltarti o…fuligginosi edifici-bunker dove i bidelli hanno il totale controllo di ciò che accade e tu non puoi neanche attraversare il cancello d’entrata se non hai preso un appuntamento!
Nel primo caso, forse riuscirai a piazzare uno spettacolino, magari vicino alle vacanze di Natale; nel secondo caso, scordatelo e ringrazia che il bidello non ti abbia versato sulla camicetta stirata da "mammà" il caffè bollente della la vicepreside.
Una risata però ci scappa sempre, soprattutto quando racconti alle tue "compagne di vendite" le varie disavventure capitate nelle scuole. E anche questo, fa parte delle tue esperienze di vita.
- Visto che siamo sempre attori, ma anche bravissimi cuochi, nella piccola città ci si diverte ad intrattenere una vasta (q.b.) platea di gente con brevi momenti teatrali e invitanti piatti.
Sono nate in questo modo le “cene-spettacolo”, serate dedicate alla buona cucina e all’intrattenimento intelligente, dove si spera, a fine serata, di aver raccolto qualche spicciolo per poter comprare i materiali per una o due scenografie.
- Un bravo attore diventa tale solo quando riesce a trasmettere l’amore per il suo lavoro a qualcuno, sia esso adulto o bambino. Non è da questo romantico assioma che partono i nostri laboratori nelle scuole o almeno non si è abituati a dirlo ad alta voce, ma questo non è un problema, perché dopo qualche anno lo capisci da solo.
E visto che sono i “temuti” laboratori a mandare avanti la baracca, i conti tornano. Non solo nel senso dei soldi, quelli fanno fatica a tornare (n.b. Spesso le scuole non pagano con regolarità il tuo lavoro), ma nel senso dell’amare un lavoro fino in fondo, fino a non sopportarlo più, fino ad esserne pieno. Fino a pensarci anche di notte.
La guida termina qui. Se non avete ben capito qualche punto, potete sempre scrivermi (per favore lontano dai pasti), se avete dei suggerimenti per diventare ricchi in breve tempo teneteveli per voi e buttatevi in politica (dicono che funzioni).
Se vi piace seguire le peripezie di un’associazione di matti ricollegatevi tra qualche tempo, forse avrò trovato altri minuti per scrivere qualcos’altro.
Tra una scuola e l’altra.
Sempre che non diventi ricca.
Ma questo lo escludo.
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