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A lezione da Madame Arnoux

ritratto di Valeria

Fiori in acquaAnche voi siete venuti qui per piangere un po’? Avete preparato i fazzoletti? Una sera, un signore si è portato anche dei pop-corn per ascoltare meglio le mie storie…simpatico, no?

Mi ha detto che, al cinema non si trova più quel romanticismo, un po’ grottesco, sì, così lo ha chiamato, grottesco, che caratterizza le nobildonne dei romanzi francesi dell’Ottocento.

La gente ci conosce come le “eroine tristi” e noi dobbiamo accontentarla...

E va bene, mio caro pubblico… Era il il 15 settembre 1840, il battello, pronto a partire, sbuffava ad ampie volute.

Arrivava gente trafelata; barili, cordame, ceste di biancheria intralciavano il passaggio. I marinai non davano retta a nessuno; ci si urtava. (Lunga pausa, guarda il pubblico pensierosa)

Cosa sono ora quelle facce? L’ambientazione vi annoia? Lo capisco, ma in una storia, romanticamente grottesca, è necessaria, non può mancare!

Su, abbiate pazienza… (Di nuovo una lunga pausa)… E va bene, vi accontenterò! Passiamo subito al sodo… Parliamo di “lui”.

Avanti, cosa volete sapere? Se era bello? Ma no che non lo era e per giunta era anche troppo giovane per me… Però la moda dell’epoca lo imponeva.

E così, cominciai a fargli credere che ero follemente innamorata di lui. Come? Be', gli dissi che la contemplazione della sua persona mi spossava, come l’uso di un profumo troppo forte.

State almeno prendendo appunti? Io non ripeto eh! Allora (scandisce le parole come in un dettato) la contemplazione della sua perona mi spossava, come…

Vabbè lasciamo perdere, vi vedo assenti stasera, andiamo avanti…

Lui, per non essere da meno, mi parlò dei suoi viaggi, mi disse di aver conosciuto la malinconia dei piroscafi, lo smarrimento dei paesaggi e delle rovine, l'amarezza delle amicizie interrotte, insomma le solite cose.

Una vita triste, forse anche troppo, ma per i protagonisti di un romanzo come questo, è normale.

Ad un tratto, tutti e due restammo interdetti senza parlare, sorridendoci l’un l’altro.

Vediamo ora cosa si sarebbe inventato lui.

Mi disse che non avrebbe voluto aggiungere nulla e nulla togliere alla mia persona. L’universo si era allargato di colpo. Io ero il punto luminoso dove tutte le cose convergevano… Bel colpo.

Comunque, tutti e due non trovavamo più nulla da dirci. C’è un momento, nelle separazioni, in cui la persona amata non è già più con noi. Ve ne eravate accorti?

Alla fine, lo baciai… Su una guancia… Come una madre… E tristemente gli sussurrai di non dimenticarmi e… Lui mi tagliò di netto una ciocca di capelli! (Arrabbiata) Ma vi rendete conto! Cosa dobbiamo sopportare, noi? Le protaginiste indiscusse dei romanzi sentimentali! Noi trattate come semidee dai nostri lettori! Siamo prese quasi a calci dai nostri innammorati fantastici!

(Controlla un’orologio) Bè, anche per stasera ho finito, spero vi rivedervi presto, a (fa per andarsene, poi si ferma di colpo) ah dimenticavo, domani sera la prossima lezione di educazione sentimentale verterà sui “lunghi commoventi, appassionati e coinvolgenti addii”, non mancate!

Il testo è liberamente tratto dal romanzo di G.Flaubert "L'Educazione sentimentale"

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