Vecchia ruggine
Pentole, padelle, tegami e recipientiAhimè, non parlo di cibi succulenti,
Io son fatto di ferri e metalli
Che mi porto dietro come fardelli!
Ahimè, ahimè, che triste destino
Andrò a rinchiudermi dentro un catino
Così nessuno potrà mai trovarmi
E lì starò per mesi ed anni.
Sì, è vero, son triste assai
Ma io ne ho tanti di questi guai
Qual è il mio problema? Prova a pensare
Son fatto di ferro e non posso amare!
Ho tanti bulloni, ho solo ferraglia
Ho solo una pentola che mi assomiglia.
Mi chiamo solo omino di latta
e scappo via da chi mi maltratta
solo perchè non riesco ad amare
chi un cuore rosso non mi sa dare.
Mi piace dormire, mi piace guardare,
Alla finestra mi piace spiare
Cosa fanno gli altri animali
Mentre parlano di cose banali.
Ogni tanto vado tra i boschi
Perché di mestiere son tagliaboschi.
La storia è semplice, quasi scontata
Ora però è meglio che vada
Mi aspetta Dorothy, sul sentiero dorato
Vogliamo raggiungere il mondo fatato
Di un mago strambo, un po’ stravagante
Che ascolta i sogni di tutta la gente.
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| Omino di latta.rtf | 7.52 KB |



















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