Ho promesso me stesso una notte senza luna o forse la luna c'era e si è vergognata di sentire. T'ho guardato, i tuoi occhi -dio come sei bella- sono immensi. Per ascoltarci ci siamo dovuti stringere vicini in quella macchina piena di musica. Ho sentito il tuo profumo, ho sentito il tuo calore. Mi fai male -eppure senza di te morirei- mi fai male e lo voglio questo dolore. Il non poterti avere senza poterti stringere in maniera controllata, il poterti rubare a tutti per brevi attimi e poi il tuo correre da lei. Non ha senso questo dolore unilaterale, come senso non ha il soffrire per un nulla che si sa di non poter avere. Corri ti prego verso di lei, fammi capire che disprezi le mie carezze. Sotto un giogo che è vita e amore, questo mio lento procedere soffoca ed esaspera il tutto. Infine, tolte tutte le mie falsità e freni temo di soffocarti. Mi duole saperlo eppure la paura di perderti mi straccia dentro. Si può morire anche continuando a respirare e poi morire di nuovo.
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