Mano ferma - 3° puntata
Dove eravamo rimasti...Poi l'altra sera aveva trovato quel coltellaccio. E stavolta nessuno poteva toglierlo dalle sue mani ferme e sicure. Era suo. E avrebbe mostrato a quella ragazza tutta la sua bravura nell'usarlo. Le ritornarono alla mente le parole di quella canzone...
Quanti denti ha il pescecane
e a ciascun li fa veder,
e Macheath, lui ci ha un coltello
ma chi mai lo può saper?
I suo occhi si mossero per un attimo verso la finestra. Dove lo aveva messo?
Gli occhi le tornarono fermi e immobili sulla ragazza. Lo aveva messo nel cassetto accanto al letto su cui era sdraiata la ragazza. Le era subito piaciuto quel posto. Era ideale per nascondere un coltello. Il cassetto era stato foderato con una vecchia carta rossa. Prima o poi lo avrebbe usato. E tutti, finalmente avrebbero pensato, che lei li aveva avvertiti.
Udì dei passi provenire dalla stanza accanto. Lei trattenne il respiro, la ragazza si mosse e fece un sospiro. I passi si fermarono. Forse le avevano sentite dalla stanza accanto. Forse tutto stava per finire, forse non avrebbe avuto la possibilità di usare quel coltello. Le dispiaceva, lei voleva dimostrare a tutto il mondo che la sua mano era ferma e calma come quella di suo nonno.
Nessuno, questa volta, le avrebbe tolto quel coltello. Nessuno. Cominciò a canticchiare sottovoce quella canzone, per distrarsi...
Quanti denti ha il pescecane
e a ciascun li fa veder,
e Macheath, lui ci ha un coltello
ma chi mai lo può saper?
I passi si allontanarono, erano salve. Si alzò rapidamente dalla sedia, corse alla finestra. Ripensò a questa strana giornata. Pensò alla vecchia carta rossa, al cassetto, al coltello nascosto nella borsa per tutto il viaggio sull'autobus. Aveva minacciato una vecchia signora che la guardava con insistenza facendole vedere per un attimo la lama del suo coltello. La signora si era voltata dall'altra parte indispettita e forse un po' impaurita.
Lo aveva lavato con cura. Gli aveva spolverato e lustrato il manico di legno. Lo aveva anche baciato. Gli aveva voluto bene. Lo aveva protetto come un figlio.
Le sue mani cominciarono a tremare. Le sue dita si mossero freneticamente. La sua pelle diventò rossa e rugosa come una corteccia di un albero secolare. Le sue mani si agitavano in piccoli e quasi impercettibili scatti. Quello era il suo coltello, il suo! Lei con quel coltello doveva dimostrare che le sue mani erano ferme e calme come quelle di suo nonno! Nessuno poteva possederlo tranne lei. Guardò la ragazza sdraiata sul letto. Stava dormendo. Ma osservandola attentamente...
CONTINUA...
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commenti
Letto a puntate è davvero
Grazie! Sono contenta che ti
Io e Ceresfero abbiamo avuto
Io e Ceresfero abbiamo avuto un'idea ma ne parliamo al finale di questa avvincente storia...
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