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Da oggi ascolterò Bjork...

ritratto di Valeria
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Da oggi ascolterò BjorkGiorni fa mi è arrivato, tramite e-mail, un invito che mi ha portato a riflettere su alcuni eventi della mia vita, ritenuti, ormai sepolti.
La mail mi invitava ad una lezione-prova per un corso sulla memoria. Ma a me non serve un corso per rafforzare la memoria! Io ricordo parecchie cose e quelle che mi capita di dimenticare non mi interessano affatto. Ma il problema non è questo.
Mi sono accorta che mi capita sempre più spesso di scordare fatti molto gravi, su cui invece dovrei riflettere almeno mezz’ora al giorno.
Il motivo è che cado in continuazione negli stessi errori. La mia memoria si azzera, prova a ricominciare da capo, come le ho insegnato, ma appena si imbatte in qualche strano ricordo, torna a girare su se stessa, si sforza così tanto da ricordare i minimi particolari di una situazione passata. E li cominciano i guai, perché uno prova a non portare rancore, ma avendo una memoria che fa simili scherzi, è difficile. Ora mi chiedo, perché quando la tua vita è serena ti imbatti in ricordi che ti fanno rabbrividire dalla rabbia?
Mi chiedo, perché tornano alla mente quelle mani tremanti e quegli occhi socchiusi. Mi chiedo, perché la voce si fa nitida e ti trovi a contemplare quei periodi di singhiozzi e grida. Il pianto non è una faccenda da stupidi, ma quel pianto, quelle lacrime…il fazzolettino passato nervosamente sul viso, le accuse sputate in faccia…questo sì che è un affare becero.
E torna quella bile verde, giallastra e viola, quella rabbia e quella voglia di prenderti egoisticamente a schiaffi…violently happy…
Ho capito perché. Calmandomi e riflettendo, ricordandomi che sono pacifista e che la violenza è qualcosa di bestiale, anche se a te non farebbe male, ho capito perché.
Non è colpa della luna piena o della giornata faticosa o della lezione saltata in palestra.
E’ colpa tua.
E’ colpa della tua presenza che ad intervalli regolari rispunta come una lumaca dopo un forte acquazzone.
Ti chiedo di lasciarmi stare. Mi sento buona e quindi voglio usare anche la parolina magica: “per favore”. Vattene, sparisci. Lasciami stare.
Per me sei una posta indesiderata da tempo, forse non te l’ho dimostrato abbastanza, forse la mia noncuranza nel rimanere con te a parlare anche solo cinque minuti non l’hai capita, forse ho sbagliato io.
Forse te lo devo ripetere. LASCIAMI STARE. Torna nel tuo mondo ovattato e sordo.
Spendi il tuo tempo in strane casualità, che neanche ti accorgi di vivere un rapporto ormai logoro. Guarda la tua mano, sta tremando, come accadeva un anno fa…

Violently happy…
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