Login utente

Login/Registrati
Una rete di arti che vuole il tuo contributo creativo
Salta navigazione.

Bolla di sapone

ritratto di Ceresfero
tag »
Avevo cominciato a scriverla un pò di tempo fa. Un pò di tempo fa ero in una situazione diversa. Spero vi piaccia e seguiate il mio consiglio-ordine. Il testo è dedicato a una ragazza, Laura, significa parecchio per me lei. Laura con tutto il mio affetto.

Come è cominciato tutto? Io e te, sdraiati uno sull’altra, mezzi nudi. Forte stringeva il mio laccio rosso intorno al tuo collo, forte ma non cattivo. MIA. Un tuo sorriso, un bacio rubato ai momenti che scorrono impietosi. Presto dovrò tornare a casa e tu, anche, dovrai tornare alla tua. Parlavi. Sorridevo. Sorridevo. Ti fissavo gi occhi. Meravigliosa. Sei stupenda ai miei occhi. Scendeva la mia mano lungo la tua pelle. Scendeva a carezzare lo sterno. Ti bacio, piano, delicato, come piano e delicatamente sfilo il laccio rosso. Mi sdraio di schiena sul sedile tirato giù e ti faccio sdraiare su di me. Quello stare abbracciati nella nostra nudità, te su me. Un mio braccio intorno alla tua schiena. Sentire il tuo respiro caldo, regolare, forte. Il tuo viso che fugge dai miei baci. Forse hai paura. Forse sbaglio. Incertezza. Sentivo poi che ti spingevi lungo la mia spalla. Sorrido.

O magari pensando a come mi hai detto una volta, che non sono reale. Per te a volte sembro troppo strano, particolare, diverso da tutti quelli che hai incontrato finora. Sono “finto”. Ti risposi,.

Vetri appannati, respiro forte, il tuo profumo su di me. < Sai, di tutto ciò che mi ha lasciato mio padre solo una cosa mi è rimasta di buono. Una vecchia favola, quella della bolla di sapone>, la mia voce si perde nella macchina. I vetri appannati dal nostro bruciare i momenti. Quel voler sentire la nostra pelle vicina. Pancia contro pancia. Sollevi lo sguardo, come se volessi che la mia voce continuasse. Ripenso a mio padre. Una settimana che non lo sento. Fa male. “Non provo nulla” mi ritrovo a pensare. Fa male. Tu annuisci con la testa. I tuoi capelli si muovono scomposti, mossi e castani. Nel buio sorrido e ti do un bacio sulle labbra, un bacio che serve a sciogliere i sigilli della memoria e fantasia. Ricordo poche cose. Nulla se non la trama. Apro la bocca e tutto esce naturale. Mi ha baciato la musa Calliope? Non mi pare, forse la Dea protettrice degli amanti mi pone la mano sul capo.

“C’era una volta, in un paese senza nome, un bambina. Questa viveva con la madre. Il padre era morto tempo addietro, in fabbrica. Era povera. Nessuno amico l’andava mai a trovare, poiché non aveva nessun amico. Non aveva fratelli o sorelle. Era sola, con la madre certo, ma sola. L’unica cosa che aveva avuto in dono dal padre era una cannuccia. Una cannuccia di paglia e un sorriso mentre il padre gli insegnava a fare le bolle di sapone. La bambina non ricordava neanche il viso del padre. Ricordava le mani, quelle si, delle mani grandi e callose. Pelle rovinata che grattava la sua ogni volta che riceveva una carezza. Insieme hanno fatto volare tante bolle di sapone, tante come le stelle nelle notte d’estate. Un giorno rimase solo la bambina, sola a fare le bolle di sapone. Come ogni giorno la bambina guardava il cielo, senza amici e fratelli e sorelle si annoiava. Prese allora la vecchia cannuccia logora, un po’ di sapone e dell’acqua. Si sedette sul davanzale della finestra e guardò il paesaggio. La cannuccia venne immersa nell’acqua saponata e, portata alle labbra della bambina, si adoperò a creare delle bolle. La bambina, all’uscita della prima bolla sorrise immensamente. Un tumulto di colori, un arcobaleno di piccole fantasie che s muovono e si rincorrono. La luce del sole rendeva stupende quelle bolle e, con la dovuta fantasia, si potevano vedere dei piccoli pesci saltare. Oppure, almeno così credette una volta, di vedere degli angeli danzare sulla sfera. Un ballo fatto di trini e palle dorate, quasi fosse la bolla di sapone lo specchio per vedere altri posti. Ma poi, come sempre accade alle bolle, questa si librò troppo in aria o scese in terra. Caos, un tumulto di idea e passioni e un esplosione. Mille schegge che son gocce volan via. Mille squarci di sogni che come macchie scompaiono. Un giorno la noia imperava. Un solo respiro era lungo come una caduta di una foglia. La bambina presa la cannuccia e l’acqua saponata. Intinse quella fucina di meraviglie e prese la creta dei suoi sogni. Portata alle labbra soffio come dovesse mettere l’anima in quella bolla. Era piccola all’inizio, piccola e coloratissima, crebbe lentamente e la bambina continuò a soffiare, anche quando il respiro non ci fu più. La bolla si stacco dalla cannuccia e lei la vide splendere lì, nell’aria davanti a lei, enorme e maestosa.>> La mia voce si ferma, si ferma per prendere respiro per un attimo. Non voletemene, non inveite contro di me, sogni. Devo respirare. La storia, per bella che potrebbe essere, non ha fine. Chi doveva leggerla, non la leggerà. La leggerete voi, certo, potei finirla per voi, per quel amicizia che di lega ma, non voletemene, aveva un senso finirla prima. Non posso finire di parlare di un sogno, del sogno di una bolla di sapone se, quello che rifletteva, non c’è più. Però, sorridendo, con piacevole voglia, vi chiedo di finirla voi la storia. Finitela. Finitela di scrivere o magari di raccontare. Non importa a chi, ma siate voi i suoi nuovi autori. Non l’abbandono, ma non posso più scriverla io. Non ho il presupposto giusto. Quindi, armatevi e scrivete.
0
No votes yet
Your rating: Nessuno
AllegatoDimensione
latorre.Bolla di sapone.rtf9.39 KB
divisorio

commenti

ritratto di Valeria

Andrea io ti voglio tanto

Andrea io ti voglio tanto bene, veramente, ma a volte ti prenderei a martellate sulle gengive. E' così difficile vivere sereni e in pace con una bella persona accanto?
Ripensaci stupidò... 

ritratto di Andrea-Ceresfero

ma ma ma... non è colpa

ma ma ma... non è colpa mia... è stata una decisione presa con ragione e dovuta... tsk >_< e io che speravo nel continuo della storia... XD
ritratto di Alessio

Tornando al racconto,

Tornando al racconto, invece, devo dire che è molto carino... certo ti lascia un po' così... come dire, non c'avevi proprio voglia di rimetterci mano dopo quello che è successo... vabbè, ti capisco, ti capisco... :)

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Allowed HTML tags: <a> <acronym> <abbr> <p> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd> <div> <span> <br /> <hr> <sub> <sup> <del> <ins>
  • Puoi citare i messaggi degli altri utilizzando le etichette [quote].
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.