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Addio Giulia

ritratto di Ceresfero
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Chiudersi in se stessi e riflettere; chiudersi a tutto il mondo. Poi un bagliore, un pertugio di luce calda, infine un sentimento da troppo sopresso, l'Amore. Follia dilagante in quel suo sorriso che da senso a tutto il mio mondo.

Parlare d'amore è strano ed alquanto difficile. Non è difficile perchè ho appena diciotto anni, né perchè sono un piccolo sognatore. Parlare d'amore è difficile perchè tutti noi tendiamo a renderlo segreto. Migliaia di amori, migliaia di cuori che -se in pur brevi istanti- battono con centesimale precisa coordinazione e di tutti questi nemmeno un fruscio. Nessuna parola viene spesa per far capire quanto grande e forte sia questo sentimento. Che diritto ho io di parlare d'amore? Io, diciottanni, una vita passata ad aspettare e fantasticare di cose mai viste e che mai vedrò. Bé, io non aspetto che qualcuno mi dia il diritto di farlo, mi ergo con prepotenza e voglia sopra una massa di chiuse mani, che tendono a soffocare con dita sulle labbra il sentimento. Lascio scorrere tutto il mio amore fuori, verso lei, lontano da me. Io sono sempre stato restio all'amore. Per un periodo ho smesso anche di crederci. Ma, anche se non ci credi, l'amore arriva, dirompente, tirando giù maschere d'ipocrisia e paura. Mi sono innamorato ed è stato doloroso sapere che non sarò mai ricambiato. Non importa infondo, dare amore non sempre significa riceverlo, ma l'importante è darlo; e sappiate il tempo, nell'amarsi, è il metro più errato di misura, ci sono amori lunghi e scialbi ed alcuni brevi ma intensi e brucianti come una fiamma. Ad alcuni questo discorso può aver lasciato l'amaro in bocca, allora gente mi scuso, stavo scherzando. Infin dei conti, che ne può sapere uno come me d'amore, sono troppo piccolo vero?

Addio Giulia

Che cosa cerchiamo di dimostrarci? Cosa cerchiamo di farci notare? Vogliamo essere due persone libere, vogliamo essere noi stessi ed essere amati per questo. Il sapere che tu hai paura di me, mi lusinga e mi rattrista. Fosse possibile -e lo è per me- cambierei tutto il mio modo d’essere, potrei diventare una persona diversa, false idee, falsi comportamenti e falsi sentimenti...ma poi mi chiedo, sarei una persona migliore? Saresti ancora disposta a sentire le parole di un fantoccio? Non penso, la nostra voglia d’essere è bruciante come l'amore, forse il sentimento che ci portiamo dentro è amore, una fratellanza, un qualcosa che ci appaga e spaventa...ci spaventa forse essere felici in modi che prima non pensavamo possibili, bè c'é della pazzia in questo....io sono felice quando parlo con te...e il resto non conta...

Poi un sospiro, una lenta spirale di ricordi, lacrime bagnano il volto che non hai mai visto. Decidere per entrambi, decidere di sparire, decidere di lasciar morire tutto. Tu, il tuo mondo, quella bruciante voglia che ho di essere nella tua vita. D’amore e follia ne siamo portatori, cosa dovrei fare per tenerti lontano? Umiliarti? Infangarti? Dovrei negare ciò che non ti ho detto per paura? Non ho mai visto le tue mani. Non ho mai visto la tua faccia e non sai quanto ho desiderato prenderla tra le mie mani e baciarla. Tutto, ora, ha assunto una tonalità pallida. Mi hai aperto il tuo cuore e il tuo passato, mi hai fatto partecipe dei tuoi momenti di vita, e io, impaurito, non ho potuto fare altro che lasciarti fuggire lontano da me. Tutto l'amore che provi per lui, tutto la vita che lui ti ha donato e che tu porti in grembo, non posso permettermi di distruggerli, chi sono io per rompere un amore...Silenzio, questo silenzio cupo e dolorante, quel lancinante cadere nella disperazione. Pianto, era tanto che non piangevo, dal giorno del suo funerale. Mi hai detto che le lacrime sono cose preziose e non vanno sprecate. Bè ora, non sono sprecate, servono a lenire un dolore profondo, avevi ragione, sono innamorato di te e questo è il male massimo che potevamo farci. Non ci sono abbastanza parole e tempo per spiegarti. Non so spiegarti e intanto piango e soffro.

...non conta l'essere libero se poi non posso stringerti. Male feci quel giorno reo a parlarti, male feci ad essere sincero fino infondo, non mi ero mai fatto tanto male. Accarezzo uno schermo vuoto, non una tua foto, non un tuo pensiero, ma dopotutto è giusto sia così.

-Dimmi ti voglio bene o qualsiasi altra cosa.-

Ti amo e solo io posso dirti quanto...non chiedermelo, mi fa male la gola ad urlarlo, mi fa male il cuore a pensarlo. Eppure, sei l'unica che chiamandomi "Bimbo", ci ha messo amore, sei riuscita a farmi sentire protetto e amato, tutto in quel "Bimbo". E' tardi ora, dove recuperare i brandelli del cuore e ricucirli insieme, di nuovo. Eppure, mentre le ultime lacrime cadono, so che ho fatto breccia nel tuo cuore e che ti ho toccato l'anima. Infine, addio mia Giulia e grazie per gli istanti di vita che mi hai donato.

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